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Nel ventre e nell’anima di una poetessa. Intervista a Domizia Moramarco

Immagine a cura di Paolo Pomati.

Ho avuto l’onore e il piacere di leggere le poesie di Domizia Moramarco in anteprima, per curare la prefazione alla sua meravigliosa silloge, intitolata “Nel ventre e nell’anima” e edita da Letteratura Alternativa nel 2018.

Si tratta di una sorta di diario in versi di intenso pathos che è identificabile in un iter di formazione che conduce la Donna, cioè ognuna di noi, alla scoperta della propria femminilità autentica, libera da paure ataviche e da stereotipi stranianti.

Trasportata da un flusso di parole, metafore e frammentazioni, la poetessa attinge dal pozzo del liquido amniotico della Poesia da cui tutto nasce e tutto ritorna, in un ciclo perfetto, senza confini.

Ventre nell’anima e anima nel ventre; cuore nell’utero e utero nel cuore; Madre nella Donna e Donna nella Madre.

donne protagoniste
Cover a cura di Paolo Pomati

Domizia Moramarco è oggi ospite per Protagonista Donna per raccontarsi e raccontarci, oltre una silloge e oltre un monitor.

Qual è  il confine tra ventre e anima?

È un confine leggero, fluttuante come un volo, un passaggio dal chiuso all’aperto, una boccata d’aria dopo una lunga immersione claustrofobica. Nel ventre ci si ripara, al sicuro, ci si arrovella e ci si incunea in pensieri avvolti da una placenta che si ingrossa sempre più, fino a non trovare spazio ed è allora che il frutto di quelle riflessioni decide di spiccare il volo.

È la nascita a una nuova dimensione che accoglie la donna bozzolo con maggiore comprensione e amore verso se stessa.

Qual è il confine fra la Donna e la Poetessa?

Penso non ci sia un vero e proprio confine: nel momento in cui la donna capisce che la sua stessa vita è Poesia.
Gesti, emozioni, scelte, se sentiti e agiti con il cuore e sincera lealtà, sono arte. Tutto, dal momento in cui si comincia a credere in se stesse, a voler credere che tutto può essere, nonostante l’impervio percorso che la vita mette a disposizione.

poesie madre

Qual è il confine fra la Donna e la Madre?

Ho scoperto che non dovrebbe esistere, perché essere se stessi è sempre il miglior antidoto per stare in armonia con il mondo. Purtroppo cresciamo con l’idea che la donna e la madre debbano essere sempre ruoli ben distinti, la prima deve abbandonarsi alla seconda, e invece, dopo la mia personale esperienza, non c’è niente di più sbagliato.

È inutile negare che quando si diventa madri le cose cambiano, ma il modo di affrontare le circostanze non dovrebbe penalizzare né la donna né la madre. Bisognerebbe essere tolleranti con se stesse, sostituire all’eccessiva severità la leggerezza, all’eccessiva apprensione l’ironia, all’eccessiva ansia da prestazione una sana e sincera risata.

A giovarne è, indiscutibilmente, la prole. Avere accanto una madre serena aiuta ad affrontare meglio il ruolo di figlio, se la madre stima se stessa, lo farà di sicuro anche il figlio.

madre

Quali sono le Donne dotate di ventre e anima protagoniste del nostro tempo, soprattutto in ambito letterario?

Le donne protagoniste del nostro tempo sono certamente le pioniere, le donne coraggiose che ci fanno da esempio e le curiose che oggi si lanciano. Mi riferisco, per esattezza, ai personaggi femminili che, personalmente, ho riscoperto attraverso le biografie di autrici come Cristina De Stefano, che stimo per il suo lavoro di ricerca sentita sulla sua pelle, e Sandra Petrignani, per citare le mie preferite del genere lette fino a ora, e alle autrici esordienti che sperimentano e si mettono alla prova.

Per quanto riguarda le mie letture negli ultimi anni mi ha appassionato molto la tormentata poesia della Plath che mi ha fatto riflettere sul conflitto arte-maternità. Sul piano narrativo, invece, ho scoperto e apprezzato la nostrana Melania Mazzucco, infaticabile ricercatrice, scrittrice versatile e prolissa che ci ha fatto, fra le altre storie, conoscere la figura di Annemarie Schwarzenbach, personalità dall’estrema sensibilità e dal tragico destino, appesa a un sottilissimo filo del contrastante divario fra il secolo dell’800 e il ‘900.

E in questo nostro secolo smarrito, di cui l’attuale pseudo-letteratura fa da specchio, le protagoniste restano personaggi dal destino difficile, complesso da sfidare e che imparano, seppure a fatica, ad affrontare come un’avventura degna di una antica fiaba, fino alla scoperta e al superamento di se stesse, come nell’epilogo di ogni intramontabile mito.

donna-protagonista

Ogni storia può essere un esempio, se raccontata e condivisa.
Protagonista Donna

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Emma Fenu

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