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Lasciatela scrivere! Quando la voglia di comunicare non si arrende e la scrittura vince

La scrittura vince sempre quando è emozione che si trasmette. Un dono prezioso da coltivare e un messaggio da regalare al lettore. Oggi intervistiamo una scrittrice che non si è mai arresa e che, con la sua testimonianza di vita e artistica, ha sempre ribadito il suo legame indissolubile con la parola che cura.

Laura Binello è una scrittrice infermiera o un’infermiera che scrive. Difficile catalogarla nel panorama dell’infermieristica e della letteratura senza raccontare da dove è iniziato il suo originale viaggio tra la professione e le parole di cura.

Torino libri

Astigiana di nascita, ha 54 anni e una vita trascorsa tra corsie ospedaliere e narrazioni, tra parole dette e parole scritte.

L’amore per la professione infermieristica viaggia, di pari passo, con la passione per la scrittura creativa e l’arte della narrazione come strumento di cura.

Vicina da sempre alle medical humanities ha approfondito, nel suo percorso professionale, l’osservazione olistica dei problemi dei pazienti provando a dare un senso a un’esperienza complessa come la malattia.

Ma quando la malattia ha colpito lei ha ribaltato la mission e utilizzato su se stessa gli strumenti terapeutici che offriva, a piene mani, ai suoi assistiti.

Descrivi te stessa come donna e come scrittrice. La scrittura vince sempre. Vale anche per te?

Sono una donna che prima di imparare a parlare ha imparato a scrivere, per necessità. Ho sempre pensato che scrivere fosse per me un atto rivoluzionario, dettato da un grande desiderio comunicativo.

la scrittura vince su tutto

In giovanissima età, però, il mio bisogno di relazionarmi agli altri è stato osteggiato da un disturbo della parola che non mi ha impedito di sperimentare nuovi strumenti comunicativi, uno su tutti la scrittura.

Quando da adulta, da infermiera, da donna, la parola è tornata mia alleata l’ho utilizzata per fare quello che aveva fatto per me, aiutarmi e salvarmi.

Quali sono le tematiche e i generi che affronti nei tuoi libri?

Il primo libro, Panda rei, si colloca nel panorama letterario vicino alla medicina narrativa. È un viaggio a bordo di una autovettura che narra storie di cura, dove la malattia lascia ben presto spazio alla speranza di un sistema assistenziale rispettoso e delicato, a tratti ironico.

cura delle donne

Nel secondo libro, In principio fu Demostene, poi arrivò lei, la narrazione della malattia diventa autobiografica ma subito, anche in questo caso, la capacità di rialzarsi diventa la protagonista assoluta della storia, così come la parola diventa potente strumento terapeutico.

Perché hai scelto di scrivere di te stessa dopo aver raccontato sempre storie altrui?

Quando mi sono chiesta perchè mi era così facile entrare nelle narrazioni di cura e scriverne con naturalezza, mi sono chiesta chi in passato avesse fatto lo stesso con me.

Nessuno.

Le mie narrazioni erano lunghi silenzi interrotti solo da frasi interrotte, impossibili da pronunciare, parole che nessuno aveva tempo di accogliere, di ascoltare.

parole cura

E allora ho provato a mettermi in ascolto di me stessa, molti anni dopo, quando le parole sarebbero uscite fluide, finalmente libere.

E ho scritto di come fosse impossibile un tempo ciò che ora è possibile:non parlare, non scrivere, ma saper ascoltare.

Ci hai detto che la scrittura vince su tutto è questo che ti ha convinta a prendere la penna in mano e raccontare?

La scrittura vince sempre, su tutto e tutti, e se ho deciso di scrivere è stato perché ho l’assoluta consapevolezza della forza della comunicazione empatica come strumento di connessione profonda con gli altri.

Credo che l’accoglienza e accettazione del disagio passino attraverso la penna e si trasformino in risorsa per la comunità. Sono convinta che le parole, dalla tastiera, possano diventare trama su cui tessere il cambiamento e riordinare il caos della vita o della malattia.

scrivi a protagonista donna

La tua opinione conta per noi.
Hai mai sentito i benefici delle parole come cura?
Scrivilo nei commenti.

Ogni storia può essere un esempio, se raccontata e condivisa.

Protagonista Donna

Elisabetta Valeri

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4 thoughts on “Lasciatela scrivere! Quando la voglia di comunicare non si arrende e la scrittura vince

  1. Laura è una cara amica, vera, intensa, una professionista che cura la persona e la singolarità dell’essere umano. Laura per me è un esempio concreto che insegna che il dolore non è altro che un selciato inevitabile da percorrere!

    1. Grazie Cinzia di aver apprezzato l’articolo e aver lasciato la tua opinione su Laura. Le hai fatto un bellissimo complimento. Continua a seguirci, ci fa piacere.

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