Libri, Arte, Teatro, Mostre, Storie di donne

Una casa editrice per le mamme

Una casa editrice per le mamme. Un’idea, la forza delle donne e i libri per diffondere la cultura.

Quando ho conosciuto Donatella Caione sono stata contagiata dal suo entusiasmo nel lavoro. Ho intuito quanto coraggio avesse avuto a lanciarsi nel vuoto, in un’esperienza così grande. Quello che mi colpì fu la motivazione che la animava: non era un’imprenditrice, era una mamma!

Durante l’intervista ho cercato di scoprire se  “Matildaeditrice” sia stato il frutto dell’incoscienza oppure del coraggio.
Con Donatella inizia la rubrica Storie di donne. Uno spazio per celebrare le piccole e grandi vittorie, i sogni realizzati dal mondo femminile.

Con grande piacere la ospitiamo su Protagonista Donna.

matildaeditrice
Donatella come è nata l’idea di una casa editrice dedicata all’universo mamma e, quindi, donna?

La casa editrice è nata nel 2004 all’interno della comunità Mamme online, la prima aggregazione italiana di mamme, fondata da me e un’amica nel 1997.  Qualche anno dopo la nascita della comunità decidemmo di portare nella vita reale il sostegno e il supporto scambiato dalle mamme nella comunità. Il risultato di questa trasposizione si realizzò con i libri.

Inizialmente abbiamo affrontato tematiche importanti, come la procreazione assistita, l’adozione e la genitorialità. La casa editrice, poi, si è evoluta e dedicata alla letteratura per l’infanzia. Ho scoperto che i libri per i bambini mi affascinavano. Mi rendevo sempre più conto, infatti, che  conquistare i lettori nei primi anni della propria vita significava vederli crescere nell’amore per i libri e per la cultura.

casa editrice per le mamme

Donatella so che “Matildaeditrice”, casa editrice per le mamme, ha a cuore le piccole lettrici. Quali progetti dedicati alle bambine e alle donne avete portato avanti?

Sono tanti i libri che promuovono i progetti mirati ad avvicinare le bambine a temi come: emozioni, intercultura, educazione sentimentale ed emotiva, contrasto agli stereotipi. Abbiamo deciso di trattare, in modo delicato e attento, anche tematiche più difficili come la perdita delle persone care, gli abusi e la violenza. Siamo partite con l’idea di pubblicare libri in cui le bambine fossero protagoniste, cosa rara nei libri, fatta eccezione per un certo modello stereotipato.

Da mamma, infatti, mi sono resa conto che mia figlia aveva difficoltà ad identificarsi nel protagonista dei libri. Non trovavo giusto che dovesse leggere solo favole con protagonisti maschili. Credo, infatti che sia le bambine che i bambini abbiano il diritto di potersi identificare nella più grande varietà di modelli.

libri bambini

Questa è stata una delle molle che ha fatto scaturire l’esigenza di creare libri che avessero una forza formativa maggiore. Sono nati, così, testi per educare bambine e bambini alle pari opportunità, alla conoscenza delle figure di donna importanti, a un linguaggio che non nasconda il femminile. Ecco perché continuiamo a essere una casa editrice per le mamme.

L’educazione alla conoscenza dell’altro/a è fondamentale anche per lo sviluppo di una affettività sana e quindi per la prevenzione della violenza di genere. Per questi motivi è importante anche provare a ribaltare, attraverso i libri, qualche stereotipo, affinché ogni bambino o bambina possa comprendere se realmente desidera giocare a calcio o praticare la danza, ad esempio.

La vostra è una casa editrice per le mamme perché si occupa di veicolare ai bambini e alle bambine messaggi educativi di rilievo. Uno dei testi che mi ha colpito è un libro che si occupa delle strade al femminile. Come è nata quest’idea?

L’idea è nata per condividere il progetto di Maria Pia Ercolini sulla Toponomastica femminile,  quindi sull’importanza di dare anche alle donne visibilità nei nomi delle strade. Secondo i dati raccolti dall’Associazione Toponomastica femminile solo il 4% delle strade è intitolato a donne. Quindi solo seicentotrentasette su oltre sedicimila a Roma, centotrentacinque su più di quattromila a Milano e novanta, su circa duemiladuecento, a Bari, per citarne alcune. Di queste più della metà è dedicata a madonne, sante, beate, principesse e regine, mentre scienziate, letterate, artiste non arrivano neanche al 2%.

Il rispetto per le donne passa anche attraverso il riconoscere il loro ruolo! Le bambine hanno bisogno di indagare le proprie potenzialità e i bambini di imparare a rispettare le peculiarità femminili.

casa editrice per mamme

Nel racconto “Una strada per Rita” di Maria Grazia Anatra, illustrato da Viola Gesmundo, il piccolo Ettore racconta come la sorellina Rita, dopo aver scoperto l’importanza della toponomastica femminile, abbia proposto, al sindaco della città, di dedicare un maggior numero di strade alle donne.

Grazie a Donatella e a tutte le donne che realizzano un sogno, grande o piccolo. Vuoi essere una di loro? Scrivici la tua storia e la vedrai pubblicata!

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