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Annalisa Minetti e il suo inno alla vita:”Io rinasco”.

Annalisa Minetti è una donna vulcanica, piena di idee, di grinta e di iniziative, ma nonostante il suo entusiasmo contagioso, non perde mai la dolcezza che la caratterizza.

Sono onorata dell’intervista che ha rilasciato a  Protagonista Donna. Le sue parole e la sua testimonianza sono un esempio di come si possano affrontare le difficoltà, sempre con il sorriso e la voglia di combattere, quindi ringrazio Annalisa Minetti.

Annalisa, hai debuttato nel 1997 a Miss Italia, hai vinto il Festival di San Remo l’anno dopo, hai guadagnato un bronzo nelle Paralimpiadi di Londra nel 2012 e un oro mondiale. Sei sempre pronta a nuove sfide e lo dimostri in tutto ciò che fai. Quali sono state le prove più dure per te, nella vita professionale e personale? 

Quando ho iniziato questo lavoro è stato un istinto, quasi, di sopravvivenza, un modo di reagire a tutto quel contesto e ai fattori che sembravano indicarmi altre strade da seguire. Non parlo solo della disabilità, ma anche del fatto che provengo da una famiglia umile e che, quindi, tutto quello che volevo dovevo guadagnarlo, non potevo permettermi di studiare canto o di investire del denaro per essere avvantaggiata.

Tutto dipendeva dalla mia volontà e dalla mia determinazione. Perciò, nei primi anni di carriera, è stato questo istinto a guidarmi: credere nel mio sogno, credere fermamente di avere il diritto a viverlo come chiunque altro. Poi dopo Miss Italia e dopo San Remo è iniziato il lavoro vero. Nonostante avessi fatto molta gavetta, infatti, per il grande pubblico ero ancora un’esordiente e dovevo dimostrare che meritavo la posizione ottenuta nel mondo dello spettacolo.

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Ho iniziato a studiare, a impegnarmi e a rendere il mio percorso artistico utile anche per il sociale. Venti anni fa, infatti, la disabilità raccontata in televisione rappresentava un tabù. Ancor di più lo era  vedere un disabile muoversi, disinvolto, su un palco e credo che l’ostilità che ho subito sia dipesa molto da questo aspetto.

Non ho mai utilizzato la mia cecità per suscitare pietismo, piuttosto ho cercato di far capire quali fossero i miei punti di forza ed è rimasta questa la mia priorità, in tutti questi anni di lavoro. Vorrei far comprendere che un handicap è solo un aspetto di una persona. Avere un limite fisico, come quello che mi ha colpito, è solo una forma di disagio, non l’unica e non la più grave.

Ancora oggi è questo il mio lavoro principale e anche il più difficile: stigmatizzare l’atteggiamento delle persone verso la disabilità. Dire che vado al cinema, che guardo un film, che conosco il look di una donna o che conosco i colori è un mio diritto, perché la menomazione visiva è solo un aspetto del concetto di “vedere”.

Per rispondere alla tua domanda posso affermare che la difficoltà più grande è sfidare il pregiudizio tale per cui se dici “ho visto un film” o “ho visto che quella donna era vestita benissimo” fai finta di essere cieca. Non è così! Tutti, però, hanno il diritto di vedere, che lo facciano con i propri occhi o con l’ausilio degli occhi delle persone che hanno intorno.

Video io rinasco
Annalisa Minetti sul set del video “Io rinasco” con la regista Cinzia Th Torrini

A livello personale la cosa più difficile della mia vita è stata, sicuramente, la separazione dal mio ex marito: l’ho vissuta come il fallimento di un sogno, di una famiglia. Per la prima volta, nella mia vita, mi sono trovata davvero sola a ricostruire da zero sentimenti e  vita pratica. Oggi, però, sono uscita più forte da questa esperienza. Per me ha significato molto ricostruire la mia vita, a cominciare dalle mura della mia nuova casa, fino alla totale rinascita del mio lavoro che oggi si concretizza con la partecipazione a Tale e Quale Show.

io rinasco libro

Sei una donna protagonista perché hai scelto di essere felice, nonostante tutte le difficoltà della vita. Quali sono stati i tuoi punti di forza in questi anni? In cosa ti rifugi quando affronti un problema?

Mio figlio è sicuramente un punto fermo e la mia forza, oltre ad essere, ovviamente, prima di ogni altra cosa, una responsabilità. Non posso permettermi di andare in basso, non posso permettermi di deprimermi, non posso pensare solo a me, perché lui e la sua serenità sono al primo posto e, per lui, trovo la forza, anche quando sembra non essercene più.

Lui deve essere felice, deve essere leggero, deve sapere che sua mamma è la sua roccia. Non devono esserci dubbi in merito!

Io rinasco. Parlami di questo progetto, cosa rappresenta per te?

“Io rinasco” è la sintesi di tutto ciò che ti ho detto finora. Quando ho vinto il bronzo, a Londra, ho vissuto il momento più buio della mia vita e mi sono chiesta “Perché?”. Mi chiedevo perché, proprio durante la mia vittoria più limpida, avevo la sensazione di essere una perdente. Questa sensazione mi ha obbligata a pensare di dover ricostruire tutto.

Da lì la frase “Io rinasco” mi ha ossessionata, ogni giorno appena aprivo gli occhi mi dicevo che dovevo rinascere nuovamente.

Libro Annalisa Minetti

Il mio ex marito mi ha lasciata subito dopo la fine della gara che avevo vinto. Il nostro matrimonio era già finito, effettivamente, da due anni, ma non avevamo deciso di formalizzarlo. Alla fine della gara lui mi ha riportata in Italia dicendomi che la nostra unione non esisteva più. È stato davvero encomiabile, da parte sua, aspettare che finissi la competizione per non influenzare il mio risultato sportivo.

Alla luce di questa decisione, la mia vita, quella che conoscevo e che avevo vissuto fino ad allora, era finita e non avevo alcuna alternativa se non rinascere. Così sono iniziati anni duri in cui, da sola, con il solo aiuto di poche persone fidate, ho rimesso in piedi una casa, un lavoro, una quotidianità e ho chiesto di avere mio figlio con me.

Finito questo difficile periodo ho conosciuto Michele, mio marito. Grazie a lui ho sentito di aver scalato una montagna insormontabile e ho percepito dentro me, in modo intenso, il desiderio di dire a tutti: se lo vuoi, lo puoi fare! Così è nato il mio libro.
Tengo molto a lanciare questo messaggio, a incitare le persone a combattere per quello che desiderano.

Live tour Annalisa MinettiDal live del tour “Io Rinasco”. Nella foto Annalisa Minetti è con Stefano Tedeschi, il suo chitarrista, direttore musicale, e coautore, insieme a lei, del brano “Io rinasco”.

Guarda il backstage di “Io rinasco”

E così è avvenuta la tua rinascita, chi devi ringraziare per questo?

Come ti dicevo ho sentito davvero di aver portato a termine un percorso di rinascita quando ho conosciuto mio marito, non solo perché avevo trovato, finalmente, la mia anima gemella, ma perché sapevo di essere pronta per accogliere la sua anima meravigliosa nella mia, senza riserve e senza paure.

Nel percorso che mi ha portato fino a Michele, fondamentali sono state la mia assistente Francesca, che non mi ha mai lasciata, la mia manager, Serena Basciani, e la mia amica e presidente della Onlus “Farexbene”, Giusy Laganà. Sono state tre donne costantemente al mio fianco, dalla mia separazione fino al giorno del mio matrimonio con Michele. Mi hanno aiutato a ricostruire la mia stima, la mia professione e la mia vita.

Annalisa Minetti che donnna e che mamma è?

Normale. Come tutte le donne ho alti e bassi, insicurezze e punti di forza. Sono una mamma attenta, che mette suo figlio al primo posto rispetto a tutto il resto e che gioca e dialoga molto ma, se è necessario, sa essere anche severa.

Annalisa Minetti su protagonista-donna

Grazie ad Annalisa Minetti per aver confidato il suo mondo a Protagonista Donna.
Elisabetta Valeri

 

©Riproduzione riservata Protagonista Donna

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4 thoughts on “Annalisa Minetti e il suo inno alla vita:”Io rinasco”.

    1. Grazie Emanuela per aver apprezzato l’intervista.
      Le parole di Annalisa Minetti sono, come la vita di tutte le donne, un esempio e un’ispirazione per combattere sempre per la propria felicità.

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