Storie di donne

Anna Maria Vegni. L’eccellenza dell’ingegneria al femminile.

Anna Maria Vegni è entrata a far parte della top ten che annovera i migliori ingegneri al mondo nel campo delle telecomunicazioni. Un traguardo raggiunto grazie a sacrificio e dedizioni. La sua professionalità si è dovuta scontrare con un ambito di lavoro spesso declinato al maschile.

Tutti i giornali hanno messo in evidenza il contrasto tra il titolo così prestigioso, raggiunto da Anna Maria Vegni nell’ingegneria, e il lavoro precario all’Università.

top ten donne nel mondo

Anna Maria Vegni grazie per aver scelto Protagonista Donna. Sei stata inserita tra le dieci migliori ingegnere al mondo, ma hai un lavoro precario. Come mai?

Purtroppo la carriera accademica ha molti ritardi, attribuibili anche all’attuale normativa per cui un ricercatore universitario è una figura a tempo determinato.

Dopo il titolo di dottore di ricerca, per chi è interessato (e ha pazienza!) a restare nel mondo universitario, inizia un iter molto complesso, caratterizzato da contratti e/o assegni di ricerca, rinnovabili fino a un massimo di dodici anni.

Oltre i dodici anni di precariato, si è fuori gioco!

Università

Quanto è difficile fare carriera per una donna nel tuo ambito lavorativo?

Difficile fino a un certo punto, ovvero fin quando non intervengono “impegni familiari” o il desiderio di maternità. In questi casi, basta gestirsi i tempi e conciliare vita lavorativa e famiglia.

Nel caso del ricercatore universitario è anche possibile lavorare da casa o nel week-end. Ricordo, ad esempio, il periodo della maternità in cui, pur stando a casa con mia figlia appena nata, riuscivo a controllare le email, fare Skype call e scrivere articoli scientifici.

comunicazione

In cosa ti senti una donna protagonista?

Forse perché sono determinata nel mio lavoro. Ho investito, ormai, dieci anni in questo settore e sto lavorando per ottenere risultati sempre più soddisfacenti.

eccellenza al femminile

Anna Maria che messaggio senti di dare?

Purtroppo la ricerca in Italia è poco considerata, sia a livello sociale sia a livello economico. Si dovrebbero destinare più fondi a questo ambito, soprattutto per evitare che giovani promettenti trovino occupazione all’estero.

I ricercatori italiani sono molto preparati perché le università del nostro Paese sono tra le migliori, purtroppo però pochi di loro riescono ad affermarsi nel mondo accademico italiano.

Anna Maria Vegni precaria

Come si è evoluta la tua professionalità?

Sono attualmente ricercatrice, a tempo determinato di tipo A, in Telecomunicazioni presso il dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi Roma Tre.

Mi sono laureata nel 2006 e ho conseguito il titolo di Dottore di Ricerca nel 2010 a Rome Tre. Durante il dottorato ho trascorso un periodo di sei mesi presso il Multimedia Communications Laboratory, sotto la guida del professor Thomas D.C. Little, Department of Electrical and Computer Engineering, della Boston University in Massachusetts.

Durante il periodo negli USA mi sono occupata di tecniche di comunicazione ibride tra nodi veicolari, basate sulle comunicazioni veicolo-veicolo e veicolo-infrastruttura.

Queste tecniche prevedono la trasmissione dati in modalità brodcast WiFi o tramite luce visibile per comunicazioni veicolo-veicolo. Sin dal 2009 mi occupo, quindi, di comunicazioni wireless, nello specifico per reti ad hoc veicolari.

Le comunicazioni veicolari permettono lo scambio di informazioni tra nodi, principalmente per applicazioni di sicurezza stradale (e.g., warning e alert per evitare incidenti), ma anche per applicazioni di tipo entertainment (e.g., gaming e content dissemination).

Recentemente, mi sono interessata dell’analisi dell’applicazione del social networking alle reti veicolari, dando origine al concetto di reti sociali veicolari.

Grazie ad Anna Maria Vegni per aver rappresentato in modo esemplare le donne nel campo dell’ingegneria mondiale. Siamo certi che sarà un modello per le future generazioni.

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Protagonista Donna

Elisabetta Valeri.

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